Rezija - Resia

cultura e tradizioni

Sezione dedicata al patrimonio di narrativa orale

Introduzione

Tra gli aspetti caratterizzanti la Val Resia, accanto alla tradizionale musica, alla danza e al mestiere dell’arrotino, possiamo collocare il ricco patrimonio di narrativa orale rappresentato, in particolare, dalle favole, fiabe e leggende.
Grazie ad uno specifico progetto denominato “Zverinice tu-w Reziji”, sostenuto della Regione Friuli Venezia Giulia, abbiamo avuto modo di allestire la mostra omonima, che è rimasta in visione dal mese di ottobre 2017 fino a marzo 2020, dedicata proprio a questi aspetti. Di questa mostra è rimasta la Sezione con la quale sono presentate le favole della Val Resia, le narratrici ed i narratori, in particolare la novellatrice Tina Wajtawa / Valentina Pielich (1900 – 1984) e gli studiosi, in particolare il folklorista accademico Milko Matičetov (1919 – 2014). Oltre all’archivio cartaceo la Sezione dispone di pubblicazioni anche scientifiche.

Grazie al lavoro del Museo di promozione del patrimonio di narrativa orale è candidato al prestigioso premio ALMA (Astrid Lindgren Memorial Award) per l’anno 2021.

I racconti ed i loro protagonisti

In questa valle si e conservato fino ai giorni nostri un interessante patrimonio orale rappresentato prevalentemente dalle favole, fiabe, leggende e canti narrativi.
Vi sono fiabe di re, principi e principesse. Non mancano racconti sul Dujak, l’essere selvatico, la Dujačesa, la sua compagna e la Dujačesica, la loro piccola. Abitano i nostri boschi e si esprimono con un proprio linguaggio, a noi sconosciuto. Tra i protagonisti delle fiabe vi sono anche esseri come la Gardinica, il cui nome deriva dall’aggettivo gärd, ‘brutto’.
Altri esseri leggendari sono Dardej e Löl kutleć. L’erculeo Dardej viene ancora oggi ricordato per aver aiutato gli stolvizzani a non perdere i pascoli del monte Sart / Särt, mentre Löl Kutleć è ricordato per la sua forza.
I protagonisti maggiormente presenti nelle favole di animali sono la volpe / lisïca ed il lupo / uk. Ma vi sono anche favole con protagonisti altri animali: la lepre / zec, il gallo / pitilen, il cane / päs, il gatto / tuca, l’orso / midvëd ed altri ancora.
A Stolvizza sono ancora oggi note la leggenda della Kodkodeka che incendiò la sua casa e quindi tutto il paese e quella del monte Grad/Castello.
Tra i canti narrativi vanno ricordati quelli mitologici come Sveti sinti Lawdić e Linčica Turkinčica. Il primo narra la ricerca da parte di san Davide del padre, della madre e dei fratelli nell’inferno e della loro salvezza grazie al suo intervento; il secondo invece ha come protagonista Matjaž, unǵarski kraj, il re Mattia d’Ungheria che riuscì a fuggire dalle prigioni turche grazie all’aiuto di Linčica Turkinčica, figlia del sultano turco che lo segui nel suo regno e lì sposò il suo terzo figlio. Degno di nota è la presenza in valle di canti e racconti con protagonista la Lepa Vida, qui in valle nota come Lipa Lina, Lipa Wïda, che similmente a kraj Matjaž occupa una posizione centrale nella tradizione culturale slovena anche letteraria. Molto noti ancora oggi in valle sono i canti narrativi con tema religioso quali Tïčica Arlïčica e Sveti sint’Antunišić.
Altre storie raccontano dell’occulto, dell’aldilà, della vita dei santi e delle vicende di Gesù e San Pietro.

Le novellatrici ed i novellatori

La tradizione del narrare era, un tempo, molto diffusa anche nella nostra valle: la sera quando ci si ritrovava in casa dopo una dura giornata di lavoro, i bambini, ma non solo, venivano intrattenuti da coloro che raccontavano.
Ogni paese aveva inoltre delle ottime novellatrici e novellatori che sapevano trasmettere con vera arte oratoria i numerosi racconti.
A Solbica / Stolvizza la novellatrice a noi più nota è stata sicuramente Tina Wajtawa / Valentina Pielich, (1900 – 1984).
Ogni novellatrice o novellatore aveva un proprio modo di raccontare che affascinava l’uditorio.
Numerose novellatrici e novellatori hanno avuto modo di narrare i racconti anche ai ricercatori di folklore.

L’arte del raccontare

Nella trasmissione della narrativa orale molto importante è anche il modo con cui questo avviene. Molti narratori, infatti, si distinguevano per la loro grande capacita narrativa.
Oggigiorno – anche se sono cambiati i modi del narrare di un tempo, molto spesso infatti, soprattutto ai bambini, i racconti vengono letti – vi sono nuove forme per dare modo ai novellatori moderni di potersi esprimere.
Esistono infatti diversi festival in tutto il mondo dedicati a quest’arte. In Slovenia, dal 1998, viene organizzato il Festival del racconto al quale hanno preso parte anche novellatrici di Resia che hanno raccontato favole anche in resiano.
A livello mondiale ogni anno si svolge il Word storytelling day, per il quale viene anche proposto un tema specifico.

Le pubblicazioni

Il primo libro illustrato, con favole della Val Resia, è stato pubblicato, nel 1998, dal Circolo Culturale Resiano “Rozajanski Dum”. Il titolo è Ta prawä pravicä od lisïcä od Rezija / La vera storia della volpe di Resia. A narrare questa serie di favole dedicate ai due principali protagonisti delle favole resiane, la volpe / lisïca ed il lupo / uk, è stata Elena Di Lenardo (1916-2011), appassionata novellatrice soprattutto di favole.
Nel 2004, sempre a cura del Circolo Culturale Resiano “Rozajanski Dum”, esce il libretto illustrato con la fiaba Ta mala Dujačesa / La ragazzina selvaggia narrata da Virginia Valente Birbawa (1905-2005).
Nello stesso anno viene pubblicato anche il volume fotografico Raccontami una favola con testi tratti dalla narrativa orale locale. Le immagini fotografiche del libro, ritraenti anziani della valle, sono state realizzate da Lorenzina Di Biasio Nadalawa.

  

Nel 2020, a cura del Museo della gente della Val Resia con la collaborazione dell’Inštitut za slovensko narodopijse ZRC SAZU di Lubiana ed il Dipartimento di Lingue e letterature, comunicazione, formazione e società dell’Università di Udine, è pubblicata la fiaba La ragazza che desiderava il fiore / Ta hćï, ki jë tëla rožico. La fiaba, che presenta il motivo de “la Bella e la Bestia” era stata narrata, nel 1968, a Milko Matičetov da Tina Wajtawa. Il libro è il primo della collana Rozajanske pravice.

In Slovenia, invece, già nel 1973 esce, a cura del folklorista Milko Matičetov, l’antologia di favole dal titolo Zverinice iz Rezije.

Il volume, oltre a presentare sessanta favole di animali provenienti da narratori di tutti i paesi della valle, è arricchito da una approfondita introduzione, del curatore, che presenta anche una scheda comparativa delle favole presentate nel volume in rapporto al sistema internazionale di classificazione AaTh (in seguito ATU). È questa una prima classificazione delle favole raccolte a Resia secondo l’indice internazionale.

In seguito a cura di Milko Matičetov è stato pubblicato il libro illustrato Tri gotre lisičice / Le tre comari volpi.

Nel 2011 la Comunità Montana Canal del Ferro e Val Canale ha pubblicato, con la collaborazione del Museo della gente della Val Resia il DVD Ta rozajanska lisïca / Lasica ad Rezie / Rezijanska lisica / La volpe di Resia s tehniko animatix.

Nel 2015 viene pubblicato, nell’ambito del progetto europeo Italia-Slovenia ZborZbirk Kulturna dediščina v zbirkah med Alpami in Krasom – L’eredità culturale nelle collezioni fra Alpi e Carso, il libretto Fiabe resiane Rezijanske pravljice Pravice po rozajanskin, che presenta in italiano e sloveno standard sette racconti, raccolti da Milko Matičetov e Roberto Dapit.

 

Video e audio

la leggenda della pieve di Prato / Ravanca

e quella del monte Grad / Castello sopra il paese di Stolvizza / Solbica

Trasmissioni radiofoniche

I racconti della Val Resia vengono spesso raccontati anche nella trasmissione Te rozajanski glas, trasmessa dalla sezione slovena della RAI di Trieste.

Eventi 

30 dicembre 2020Evento “Pravljice in legende v jezikih Furlanije Julijske krajne / Racconti e leggende nelle lingue del Friuli Venezia Giulia”. Sandro Quaglia da Resia, Ada Tomasetig dalle Valli del Natisone, Velia Plozner da Timau, Lucia Protto da Sauris, Lucia Pinat da Mortegliano e  Ines Caneva da Collina di Forni Avoltri hanno presentato leggende e racconti legati alla nascita ed ai luoghi delle nascite delle rispettive località. Organizzazione: Inštitut za slovensko kulturo / Istituto per la cultura slovena di San Pietro al Natisone e Museo della gente della Val Resia.

Novembre 2020 – Koper / Capodistria. Mostra del illustratore David Krančan presso la galleria Medusa. Tra i diversi protagonisti anche alcuni delle favole resiani.

24.03.2019 – Prato di Resia / Ravanca. Evento a ricordo del centenario della nascita di Milko Matičetov.

Dal 2012 ogni anno ad agosto a Stolvizza – Il Borgo racconta una favola

Negli anni Novanta il Circolo Culturale Resiano “Rozajanski Dum” aveva organizzato per diversi anni l’evento “Settimana del racconto” che si svolgeva nei vari paesi della valle nelle calde serate agostane.

Dal 2012 il Museo in collaborazione con l’associazione ViviStolvizza organizza, ad agosto, l’evento “Il borgo racconta una favola” con il quale ogni anno viene presentata, anche con l’ausilio di pannelli, una favola della tradizione locale. Nelle immagini l’edizione 2017 che ha presentato i vari episodi della favola Ta prawä pravicä od lisïcä od Rezija / La vera storia della volpe di Resia con la tecnica dei mini fairy-tales gardens.

 

Il Borgo racconta una favola 2020. Articolo sul periodico Dom.

Ricercatori e studiosi del patrimonio di tradizione orale

Già alla fine del XVIII secolo lo scrittore polacco Jan Potocki ebbe modo di conoscere Resia ed i suoi scritti furono pubblicati da Jan Dobrowsky e da Jernej Kopitar. Entrambi ebbero contatti epistolari con i fratelli Grimm. Nel 1841 svolsero lavori di ricerca folkloristica Stanko Vraz ed il linguista Ismail Ivanovič Sreznjevskij. In seguito a queste ricerche, nel 1873 visitò per la prima volta la valle il linguista polacco Jan Baudouin de Courtenay (1845 – 1929) che venne a Resia più volte.
Nel 1876 nel libro Rez’ja i Rez’jani pubblicò anche favole della tradizione locale.
Lo studioso si interessò soprattutto degli aspetti linguistici, culturali e sociali.

Delle sue approfondite ricerche, pubblicò testi di grande valenza scientifica, tra questi il volume Materiali dlja južnoslovjanskoj dialektologii i etnografii I (Sankt Peterburg 1895), nel quale sono riportati anche racconti nelle varie varianti del resiano con traduzione in tedesco. Questi racconti presentano vari protagonisti: la volpe, il lupo, altri animali, re, principi e santi.
Un grande apporto nella ricerca dei canti e racconti popolari lo si deve anche il professor Pavle Merkù di Trieste (1927 – 2014).
Lo studioso che maggiormente si interessò al patrimonio orale di Resia è stato il folklorista accademico sloveno Milko Matičetov (1919 – 2014) uno dei maggiori esperti europei della narrativa di tradizione orale. A partire dagli anni Cinquanta del XX secolo raccolse, registrò e catalogò centinaia di favole, fiabe, leggende e racconti mitologici per conto della Slovenska akademija znanosti in umetnosti / Accademia delle Scienze e delle Arti di Lubiana. A Resia iniziò la ricerca nel 1962 e frequentò la valle ripetutamente.
Pubblicò numerosi studi e partecipò a diversi convegni internazionali facendo conoscere la cultura resiana al mondo scientifico internazionale. Tra le sue pubblicazioni più note, che riguardano Resia, vanno menzionati la raccolta di liriche popolari Rožice iz Rezije, pubblicata nel 1972 ed il libro Zverinice iz Rezije, su indicato. In seguito pubblicò altri libri tra i quali Tri lisičice gotrice.
Il linguista friulano Roberto Dapit, docente dell’Università degli Studi di Udine, si occupa da anni del patrimonio di tradizione orale e continua il lavoro di ricerca sul campo, pubblica studi e collabora nella redazione di pubblicazioni scientifiche.
Un esempio ne è il libro Aspetti di cultura resiana nei nomi di luogo 3. Bila / San Giorgio, Njiwa / Gniva anu Ravanca / Prato, all’interno del quale sono riportati molti racconti.
Sotto la sua guida, nel 2007, la laureanda Cristina Lorenzi da San Giorgio / Bila ha discusso, presso l’Università di Udine, la prima tesi di laurea sul patrimonio di narrativa orale della Val Resia.

La ricerca e studio delle fiabe e loro classificazione

I fratelli tedeschi Jacob Ludwig Karl (1785 – 1863) e Wilhelm Karl Grimm (1786 – 1859) con il loro lavoro e con la pubblicazione del libro di fiabe Kinder-und Hausmarchen (1812, 1815) hanno notevolmente contribuito nella ricerca e studio della narrativa di tradizione orale.
Importanti raccolte di favole erano state realizzate molto prima di loro. In tutto il mondo sono noti: Gianfrancesco Straparola (Le piacevoli notti 1550-53), Giambattista Basile (Pentamerone 1637), Charles Perrault (Les Contes de ma mère l’Oie 1697) e Madame d’Aulnoy (Contes Nouveaux ou Les Fées à la Mode 1698).
La ricerca, lo studio e la diffusione in forma scritta delle fiabe tratte dalla tradizione popolare si sono sviluppati soprattutto a partire dal XIX secolo.
Il primo studioso che si interessò scientificamente alle fiabe fu il finlandese Antti Amatus Aarne (1867 – 1925) che nel 1910 pubblicò il volume Verzeichnis der Märchentypen (“La tipologia della fiaba”).
Questa prima classificazione fu ampliata dallo studioso statunitense Stith Thompson (1885 – 1975), autore dei testi Motif-Index e The Types of Folktale.
In seguito, lo studioso tedesco Hans-Jorg Uther (1944) introdusse un ulteriore arricchimento del catalogo e, in riferimento al lavoro di questi tre studiosi, il sistema di catalogazione internazionale delle fiabe si chiama Aarne-Thompson-Uther (ATU).
In Italia la prima pubblicazione scientifica di classificazione, dal titolo Tradizioni orali non cantate – Primo inventario nazionale per tipi, motivi o argomenti, risale al 1975.
Le favole di Resia in resiano sono classificate nel libro Tipni indeks slovenskih ljudskih pravljic, redatto da Monika Kropej Telban (2015) dell’Inštitut za slovensko narodopijse ZRC SAZU di Lubiana.
Anche la professoressa Milena Mileva Blazić, docente alla Facoltà di Pedagogia all’Università di Lubiana, si occupa da decine di anni al patrimonio di narrativa orale. Attenzione particolare dedica alle narratrici.
Gli studiosi della narrativa di tradizione orale hanno nell’International Society for Folk Narrative Research, fondata nel 1962 in Belgio, il loro riferimento internazionale.

Eventi scientifici

17.09.2020. Novo Mesto (Slovenia). Lo Slavistično društvo Dolenjske in Bele krajine ha organizzato nella biblioteca Miran Jarc di Novo Mesto il simposio scientifico internazionale dal titolo Večnaslovniška odprtost pravljic. Durante il convegno è stato presentata anche l’attività di valorizzazione del patrimonio di narrativa orale che porta avanti il Museo della gente della Val Resia.

11.10.2019. Solbica/Stolvizza, Rezija/Resia. In occasione del 100° anniversario della nascita del folklorista accademico Milko Matičetov, il Museo ha organizzato una tavola rotonda dal titolo “Pravice z Rezije … kako na napred? / Le favole della Val Resia … quale futuro?” alla quale hanno partecipato studiosi e ricercatori che si occupano anche del patrimonio di narrativa orale della Val Resia. invito Tavola Rotonda

3-5.10.2019. Novo Mesto. Congresso sloveno degli slovenisti. La dott.ssa Kasilda Bedenk e la prof.ssa Milena Mileva Blazić  hanno presentato un referato dedicato alla novellatrice Tina Wajtawa Primerjalna analiza pravljic in pravljičark: Tina Wajtawa – Rožica iz Rezije

Tesi di laurea

LORENZI, Cristina. (2007): La tradizione orale in Val Resia. Ricerca, trascrizione e traduzione di testi dialettali. Università degli Studi di Udine, Facoltà di Lingue e Letterature Straniere. Udine

Associazione Culturale Museo Della Gente Della Val Resia

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