Rezija - Resia

cultura e tradizioni

La ragazza che voleva un fiore / Ta hći, ki jë tëla rožïco

Il patrimonio di narrativa orale della Val Resia rappresenta un aspetto molto importante della cultura locale che da anni si cerca di promuovere e valorizzare, grazie anche a quanto è stato fatto, e viene fatto, da importanti studiosi quali l’accademico Milko Matičetov, il prof. Pavel Merkù, il prof. Roberto Dapit ed altri ancora.

Il Circolo Culturale Resiano “Rozajanski Dum” nel 1998 pubblicò il primo libro con la favola “Ta prawä pravicä od lisica od Rezia/La vera storia della volpe di Resia”, raccolta da Catia Quaglia dalla viva voce della narratrice Elena Di Lenardo nota più come Jelica tu-w Borovičje. Nel 2004 dalla voce di un’altra narratrice, Virginia Valente Birbawa, raccolta da Silvana Paletti, il circolo pubblicò la fiaba “Ta mala Dujačesa/La ragazzina selvaggia” a complemento della mostra “Raccontami una favola”. Questa, allestita nel 2003, presentava ritratti di nonne e nonni della valle fotografati da Lorenzina Di Biasio Nadalawa e testi tratti dalla narrativa di tradizione orale. Di questa mostra il circolo pubblicò, sempre nello stesso anno, anche l’omonimo libro con una approfondita introduzione scientifica sulla narrativa di tradizione orale della Val Resia da parte del prof. Roberto Dapit.

Nel 2014, nell’ambito del progetto europeo Italia/Slovenia ZborZbork, esce un’altra importante pubblicazione con una raccolta di favole tratte dall’archivio dell’Istituto di etnologia slovena ZRC SAZU e dalla raccolta privata di Roberto Dapit. Il titolo del libro è “Fiabe resiane/Rezijanske pravljice/Pravice po rozajanskin” e presenta, in italiano e sloveno letterario, con allegato CD dei brani originali, sette racconti.

Con l’apertura nel 2017 a Stolvizza/Solbica della nuova sede del Museo della gente della Val Resia, a questo aspetto si è voluto dedicare un’apposita mostra, dal titolo “Zverinice tu-w Reziji”, in visione fino al mese di marzo di quest’anno e l’apposita Sezione permanente che raccoglie l’archivio delle favole della Val Resia, studi e pubblicazioni scientifiche con un focus particolare sulla novellatrice Tina Wajtawa Valentina Pielich (1900-1984), ed il folklorista Milko Matičetov (1919-2014).

Sulla scia di questa significativa attività è stata recentemente pubblicata la fiaba “La ragazza che voleva un fiore/Ta hćï, ki jë tëla rožico”, raccontata da Tina Wajtawa nel 1968 a Milko Matičetov e conservata presso l’Istituto di etnologia slovena ZRC SAZU di Lubiana. Le illustrazioni sono di Luisa Tomasetig. Nella postfazione il prof. Roberto Dapit così scrive: “La ragazza che desiderava un fiore è un testo che appartiene al genere della fiaba e lo consideriamo una testimonianza orale molto rara, dato che simili testi si sviluppano con particolare ampiezza e complessità di motivi, fatto che oggi, nello spazio europeo, si incontra ormai soltanto in rari casi … Dal punto di vista dei contenuti questa fiaba di magia rappresenta la variante di un tipo contemplato dall’indice internazionale Aarne-Thompson-Uther al n° 425C ed è intitolato “La bella e la bestia” in cui il protagonista maschile acquista sembianze animali in seguito a un incantesimo”.

Il libro è il primo della collana Rozajanske pravice ed è edito dalla ZTT in collaborazione con il Museo della gente della Val Resia, l’Inštitut za slovensko narodopisje ZRC SAZU e l’Università degli Studi di Udine.

Questa ed altre attività che si stanno svolgendo in valle a favore del patrimonio di narrativa orale e alla sua diffusione ha portato, con piacevole sorpresa, alla candidatura del Museo della gente della Val Resia al prestigioso premio ALMA (Asdrid Lengberg Memorial Award) che incoraggia a proseguire su questo percorso ancora con più entusiasmo.

 

 

 

 

 

 

 

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