Rezija - Resia

cultura e tradizioni

Museo

Muzeo od tih rozajanskih judi / Museo della gente della Val Resia

Gentili visitatori!

Dal 5 novembre il Museo è nuovamente chiuso in ottemperanza alle norme sanitarie governative. Nell’attesa di una nuova, speriamo prossima, apertura vi invitiamo a visitare virtualmente i nostri spazi museali e a seguire le nostre attività con le newsletters.

Benvenuti!

Nel Museo della gente della Val Resia avrete la possibilità di conoscere la cultura materiale ed immateriale della Val Resia ed in particolare l’architettura, gli arredi e gli oggetti di un tempo (con la ricostruzione anche di una cucina e di una camera da letto tradizionali), sia il ricco patrimonio di favole, fiabe e leggende.

Il Museo  si trova a Stolvizza /Solbica, caratteristico paese della Val Resia (in provincia di Udine), ai piedi del maestoso massiccio del monte Canin, nelle Alpi Giulie. Ha sede in una caratteristica casa, la Casa Buttolo Ploc/Ta-par Plocavi, della metà del ’700 ristrutturata esternamente, dal Museo, secondo la tipologia locale, con le scale esterne ed i ballatoi in legno.

Storia della Casa Buttolo Ploc

Si ipotizza che la Casa Buttolo Ploc fu fatta costruire o ampliare nel 1756 da Antonio Buttolo Ploc (1720 – ?) mentre è certo che Valentino Buttolo Ploc (1850 – 1913) fece costruire, nel 1898 a coronamento dell’impianto architettonico, l’elegante arco che accoglie il portoncino di ingresso alla corte inserito entro una cornice lapidea ad arco a tutto sesto leggermente ribassato.

Tali riferimenti vengono già indicati dal costruttore nell’iscrizione sulla chiave di volta dello stesso (1756/ABP/1898/BVP/FF). L’arco è compreso a sua volta entro un riquadro murario più alto rispetto al muro di cinta ed è coronato superiormente da un tettuccio in coppi.

In alto sulla parete una pittura muraria, realizzata nel 2015, ritrae la novellatrice Tïna Wajtawa Valentina Pielich (1900-1984) di Stolvizza / Solbica mentre racconta una favola ad alcuni bambini ad accennare che nel Museo è collocata la sezione permanente dedicata al patrimonio orale della Val Resia.

Questa abitazione, particolarmente bella nella sua semplice e non dispendiosa ampiezza, dalle ricerche risulta essere appartenuta per più generazioni alla famiglia Buttolo Ploc. I componenti di questa famiglia erano kromarji / venditori ambulanti, che per i loro traffici commerciali frequentavano all’epoca la fiorente cittadina di Koper / Capodistria dove probabilmente vendevano tessuti e compravano sale. L’intero edificio si presenta come una tradizionale casa resiana della fine del XVIII secolo e ne conserva, seppure alterati in seguito a diversi rimaneggiamenti, in particolare, quelli seguiti ai terremoti del 1976 e alla ristrutturazione operata dal Museo nel 2015 e nel 2016, i principali elementi.

La facciata principale è rivolta verso la corte antistante, di modeste dimensioni, e sostenuta da un muro di contenimento. Sulla corte, che è delimitata dalla casa da un marciapiede in acciottolato / šaliž ziz padrado, si aprono gli ingressi, con gli stipiti in pietra, a quelle che un tempo erano la cucina / hïšajïspa e la stalla / hliw. L’accesso al piano superiore, a quelle che un tempo erano camere da letto, avviene tramite la centrale scala esterna che porta al ballatoio con i parapetti in legno secondo la tipologia locale. Al secondo piano, adibito a fienile e deposito, si arrivava tramite una scala lignea, riposizionata durante i lavori di restauro. Da questo vano si ha accesso al ballatoio superiore, sempre in legno, che era utilizzato per l’essicazione di alcuni prodotti agricoli (pannocchie e fagioli). Tutte le finestre, come era in uso, sono provviste di inferriate. In legno sono anche le porte, tutte restaurate, e le finestre. Il tetto è in legno, originariamente, coperto con coppi.

Vicino all’entrata dell’antica cucina fu pitturato un maialino sorridente seduto su un cuscino che simboleggia l’abbondanza mentre sulla parete opposta fu dipinta una trilogia raffigurante, nella parte superiore, la Madonna della seggiola, in quella centrale il calice, l’ostia, l’occhio di Dio – protettore dell’umanità (o divina provvidenza) e due cuori, qui raffigurati trafitti, (che nelle nostre vallate sono uno dei simboli del commercio); mentre nella parte inferiore Gesù Cristo crocifisso. Le raffigurazioni presenti in quest’opera, soprattutto il calice con l’ostia, sono state dipinte verosimilmente in memoria di don Odorico Buttolo Ploc (1768 – 1845), pievano della Val Resia dal 1815 al 1845 che visse i primi anni della sua vita proprio in questa casa. A lui è dedicata un’apposita pubblicazione realizzata dal Museo.

La casetta / hïšica

All’inizio del XX secolo nella piccola costruzione, adibita a legnaia, furono realizzati due vani. Quello superiore venne sicuramente usato come stanza da letto con pareti e soffitto intonacati e decorati. Del vano sottostante si ipotizza, almeno per un periodo, un suo utilizzo come deposito per il latte / ćanibica in attesa della sua caseificazione nella vicina latteria situata, almeno dal 1901 e fino al 1925, sotto la sacrestia dell’attigua chiesa. Era consuetudine depositare il latte in appositi recipienti detti mult della capienza, ognuno, di circa 5 litri. Questi fungevano da antiche unità di misura del prodotto vaccino con il quale si poteva pagare, già durante l’alto medioevo, il census ovvero i tributi dovuti da ogni contadino dell’epoca all’abbazia di Moggio. I segni sulla parete accanto alla porta della cucina si riferiscono a ulteriori minori unità di misura con le quali si conteggiava il latte conferito da più famiglie. Ad ogni X corrispondevano dieci mestoli di latte. Ogni mestolo/kop, conteneva circa mezzo litro di latte. Per contraddistinguere quest’ultima misura si usava il segno I.

La cucina / jïspa

All’interno della casetta è stata allestita la ricostruzione di una cucina, il cui punto principale è rappresentato dalla stufa in mattoni / špohert. Tutt’attorno è disposto l’arredamento tradizionale che la casa resiana conservava almeno tra la fine del XIX secolo e gli inizi del XX secolo. Accanto alla stufa e sistemata un’elegante panca / klup con lo schienale basso a doghe proveniente da San Giorgio / Bila sulla quale è posizionato il poggiatesta ligneo / zglawjë. Sotto la piccola finestra e lungo il muro corre la bella mensola in legno / pulïca, proveniente dagli stavoli di Rawni presso Stolvizza / Solbica, sopra la quale vi sono riposti antichi piatti, bicchieri e posate. Alla mensola sono inoltre fissati sei ganci in ferro battuto ai quali sono appesi piccoli paioli in rame provenienti da Stolvizza / Solbica ed una piccola caldaia in rame per la caseificazione proveniente da Idrsko presso Kobarid / Caporetto in Slovenia. Sotto la mensola si trova la cassa / bankić che conteneva le granaglie e le farine. Accanto alla finestra spicca, invece, la credenzina azzurra composta da due parti: quella superiore, con all’interno le tazzine da caffè, proviene da San Giorgio / Bila, mentre quella inferiore da Stolvizza / Solbica. Sopra la credenza, con la vecchia radio di legno, si possono ascoltare voci e suoni della Val Resia.

La camera da letto / ćaniba

È stata qui ricostruita una camera da letto tradizionale dove sono esposti alcuni mobili ed oggetti che, per la maggior parte, risalgono agli ultimi anni del XIX secolo o ai primi anni del XX secolo. L’intera stanza, soffitto compreso, è dipinta e decorata con motivi geometrici e floreali. Nella parte centrale del soffitto spicca l’immagine di una Madonna con Gesù Bambino. Entrando, sulla destra, si nota un portacatino a tre piedi in ferro che sorregge un vaso da notte / bokal da Prato / Ravanca, un catino / sklëda ed una brocca da Stolvizza / Solbica. Di seguito nella cassa nuziale dipinta sono esposti capi di corredo in lino che provengono da Gniva/Njiwa.

Accanto al letto una culla, sempre sobriamente dipinta, proviene da Stolvizza / Solbica. Il letto nuziale con il pagliericcio, riempito di cartocci di granoturco e usato come materasso, è ricoperto da lenzuola di lino e da un copriletto, tutto proveniente da Stolvizza / Solbica. Sul davanzale interno in legno della finestra è sistemata una macchina da cucire a manovella da Uccea / Učja. Di contro al letto, la mensola appendiabiti, da Stolvizza / Solbica. Alle pareti sono appesi un quadretto ricordo proveniente dal santuario di Monte Santo / Sveta Gora presso Gorizia e un quadro con stampa raffigurante la Crocefissione, proveniente da Hostje. Sopra il portacatino, attraverso lo specchio, è possibile ascoltare preghiere e canti in resiano.

La casa principale / hiša

In questi spazi si possono visitare le mostre temporanee e la sezione dedicata al patrimonio di narrativa orale.

Dal mese di ottobre 2017 a marzo 2020 era in visione la mostraZverinice tu-w Reziji” dedicata alle favole, fiabe e leggende.

Dal mese di giugno 2020 è in visione la mostra etnografica dal titolo “Od puvijala dardu kärsta / Dalla nascita al battesimo / Od rojstva do krsta”.

VISITE VIRTUALI

Un video documentario realizzato dal TeleFriuli.

In questo video, realizzato dall’Ecomuseo Val Resia,  il curatore Sandro Quaglia vi racconta come è nato il Museo della gente della Val Resia.

In questo video, curato dall’Ecomuseo Val Resia, il curatore Sandro Quaglia vi racconta i contenuti della mostra dedicata al patrimonio di narrativa orale, in visione dal mese di ottobre 2017 a marzo 2020 e le particolarità della mostra dedicata alla nascita ed al Battesimo in visione dal mese di giugno 2020.

 

INFORMAZIONI

Dal 5 novembre 2020 il Museo è chiuso in seguito alle disposizioni sanitarie governative.

Orari di apertura, su prenotazione:
da lunedì a venerdì: dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 16.00
sabato e domenica: dalle 14.00 alle 16.00
(chiuso Natale, Capodanno, Pasqua, Ognissanti)

Per altri orari e informazioni chiamate: 0433 53428, 338 2273613, 338 2583005.
Indirizzo: Via Udine, 11 Solbica/Stolvizza 33010 Rezija/Resia (Udine)
e-mail: muzej@rezija.com

 

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Naš pärvi muzeo (1998 – 2016)

Trï lita döpö ka jë bila ǵana gorë asočacjun, lëta 1998, tu-w nin prefabrikato ta-za Wurbjaci, tu-w Bili, jë se nastavilo tö pärvë kazanjë od tih starih riči tu-w Reziji. Proǵët bil ga naredil ing. Marko Jagodic, ka an löpu pranaredil mësta ta-z nutra. Ziz asočacjunjo so pomagali ti mladi slavinski z Tärsta ano z Gurïce ka so bili paršle w Rezijo skuza Mladinski raziskovalni Tabor Rezija ’89, ’94 anu ’98. Une wkop ziz timi mladimi tu-w Reziji so dorivali tu-w malu časa nastavit kazanjë. Wsë isö jë wödil Andrej Furlan. 

Il primo museo (1998 – 2016)

Nel 1998, a tre anni dalla costituzione dell’Associazione, presso una struttura prefabbricata in località ta-za Wurbiaci, a S.Giorgio di Resia, fu allestita la prima raccolta etnografica in Val Resia denominata Näš Muzeo. La progettazione degli interni fu realizzata dall’ing. Marko Jagodic che, con stile semplice, seppe trasformare uno spazio, per certi versi angusto, in un locale accogliente e funzionale. Con l’associazione collaborò il Mladinski Raziskovalni Tabor Rezija ’89, ’94 e ’98/Campo di ricerca Tabor ’89, ’94, ’98, composto da un gruppo di simpaticissimi e preparati ragazzi sloveni di Trieste e Gorizia. Con loro e con il coinvolgimento di alcuni ragazzi di Resia si riuscì, in brevissimo tempo, ad allestire, su idea di Andrej Furlan e con il progetto di Marco Jagodic, l’esposizione etnografica permanente all’interno del fabbricato.

 

 

Associazione Culturale Museo Della Gente Della Val Resia

Via Udine, 12 - 33010 Resia/Rezija (UD)
tel./fax. +39 0433 53428
e-mail: info@rezija.com
P.IVA: 02602880300 - C.F.: 93009830303