Rezija - Resia

cultura e tradizioni

Oral storytellers

Luigia Negro & Sandro Quaglia

A differenza di un tempo, quando si raccontavano le favole, le fiabe, le leggende ed i miti della nostra valle solo in un contesto domestico, oggi volentieri vi diamo la possibilità di ascoltarli nel Museo della gente della Val Resia.

 

 

 

Luigia Negro

»Pravljice so na svetu zato, da se poslušajo in pravijo naprej«
»Le favole esistono perche si ascoltino e si continui a raccontarle«
»Fairy-tales are in the world to be listened to and told forward”
Milko Matičetov (1919 -2014)

 

Brevi note biografiche

Sono nata nel 1965 in un piccolo paese della Val Resia vallata alpina delle Alpi Giulie nella regione Friuli Venezia Giulia, al confine con la Slovenia. Una valle molto ricca dal punto di vista culturale che è parte della minoranza linguistica slovena.
Ho vissuto, come molti miei coetanei, un’infanzia serena e felice e, tra i tanti piacevoli ricordi, posso sicuramente annoverare le nonne e le zie che ci raccontavano le favole ed erano quasi sempre quelle della volpe e del lupo.
Questi due protagonisti hanno fatto parte della mia infanzia perché le loro storie erano ambientate proprio da noi, nei nostri paesi, nella nostra valle. Anche loro avevano una casa, come le nostre, e coltivavano anche loro un campo, come tutti noi. Giravano per i boschi e vari eventi accadevano in luoghi ben definiti, a noi conosciuti. La volpe era astuta e pronta a vincere a qualunque costo, il lupo, povero, preso in giro e sfruttato, da lei, ma sempre buono.
Erano gli anni, quelli della mia infanzia, nei quali cominciavano ad arrivare anche nella nostra valle i libri per bambini.
Mi ricordo che tra i miei primi libri, se non proprio il primo, che ho avuto modo di leggere, è stato Pippi Calzelughe. Il libro mi era stato portato da mia sorella maggiore che lavorava in città presso una famiglia e forse l’aveva comperato o glielo avevano donato.
Se ricordo bene la copertina era di colore rosso, così come i disegni.
Ultimate le scuole dell’obbligo ho frequentato un istituto tecnico con indirizzo linguistico e turistico e così ho avuto modo di girare per l’Italia e l’Europa. Quando visitavo qualche città entravo volentieri nelle librerie e, come souvenir, alla mia nipotina, figlia della mia sorella maggiore, portavo un libro di favole, nelle lingua del posto.
Dal 1987 ho la fortuna di lavorare nella mia valle come operatrice culturale (prima la coop. Partecipazione e Sviluppo e poi con la Zskd/Unione dei circoli culturali sloveni) e perciò ho avuto molte occasioni di dedicarmi alla valorizzazione del patrimonio di narrativa orale locale. In questo, un grande merito ha avuto il folklorista accademico Milko Matičetov (1919-2014) – che ho avuto l’onore di conoscere – che, con il suo instancabile ed appassionato lavoro, ci ha trasmesso l’attenzione e l’interesse verso i racconti.
In questi anni ho avuto modo di organizzare o collaborare in diverse iniziative ed in più occasioni ho avuto modo di raccontare le nostre favole. Ho collaborato anche nella realizzazione di libri.
La candidatura al premio ALMA, per questa mia semplice attività, mi ha resa molto felice e mi sprona a continuare sulla strada intrapresa.

Eventi

Nel settore della valorizzazione delle favole e fiabe della Val Resia ho collaborato e collaboro a diverse iniziative che sono state organizzate soprattutto nell’ambito del Circolo Culturale Resiano »Rozajanski dum« e del Museo della gente della Val Resia.
Ho collaborato, dal 1993 al 1999, all’organizzazione della »Settimana del racconto« che si svolgeva ogni anno ad agosto nei vari paesi della nostra vallata. Durante questi eventi sono state presentate in particolare le favole e fiabe della Val Resia. Anch’io ne ho raccontate alcune.
Dal 2012 collaboro, con il Museo della gente della Val Resia e l’associazione ViviStolvizza, alla realizzazione dell’evento »Il Borgo racconta una favola« che si svolge ad agosto a Stolvizza. In particolare cerchiamo di coinvolgere i bambini per trasmettere loro il nostro patrimonio di narrativa orale.
Nel 2017 ho collaborato alla realizzazione della mostra, esposta nel Museo della gente della Val Resia dal mese di ottobre 2017 a marzo 2020, dal titolo »Zverinice tu-w Reziji« (Gli animaletti della Val Resia). La mostra presentava le favole, le fiabe e le leggende della nostra valle ed i loro protagonisti; i narratori e l’arte del raccontare; i libri e gli studiosi del patrimonio di narrativa orale in particolare il folklorista accademico Milko Matičetov.
Di questa interessante mostra, nel museo, è rimasta la Sezione ove si trovano libri di favole e testi scientifici. Qui volentieri racconto ai visitatori le favole e le fiabe. Illustro anche i lavori di altre personalità importanti quali Gianfrancesco Straparola, Giambattista Basile, Charles Perrault, i fratelli Grimm; il sistema di classificazione internazionale ATU ed i loro autori oppure i lavori di studiosi quali Monika Kropej Telban, Roberto Dapit, Milena Mileva Blazić e Kasilda Bedenk, che studiano anche le nostre favole.
Nel mese di ottobre 2019, in occasione del centenario della nascita di Milko Matičetov, ho promosso e collaborato nell’organizzazione della tavola rotonda »Pravice z Rezije … kaku na naprëd? / Le favole della Val Resia … quale futuro?« A questa tavola rotonda hanno partecipato gli studiosi che attualmente si occupano del patrimonio di narrativa orale della Val Resia.
Con un apposito progetto, finanziato dalla Regione Friuli Venezia Giulia, abbiamo in programma quest’anno la realizzazione del Festival del libro per infanzia allargato anche alle aree a noi vicine: Slovenia e Austria.

Libri

Nel 1998 ho collaborato alla realizzazione del libro »Ta prawä pravicä od lisïca od Rezia / La vera storia della volpe di Resia« che presenta varie vicende dalla volpe e del suo compare lupo. Si è trattato del primo libro di favole illustrato realizzato in valle.
Nel 2017 ho curato la ristampa di questo libro anche nella versione in sloveno.
Nel 2003 ho collaborato alla realizzazione delle parti testuali del libro fotografico »Raccontami una favola«. Questo libro presenta, oltre alle immagini fotografiche realizzate da Lorenzina Di Biasio, racconti e ricordi di vita degli anziani della nostra vallata.
Nello stesso anno ho collaborato alla stesura del secondo libro illustrato dal titolo »Ta mala dujačesa / La ragazzina selvaggia«.
Nel 2020 ho collaborato alla realizzazione del libro “La ragazza che desiderava un fiore / Ta hćï, ki jë tëla rožico” narrata da Tina Wajtawa (Valentina Pielich 1900 – 1984) a Milko Matičetov nel 1968. La fiaba presenta il motivo de “La bella e la bestia”. Questo è la primo volume della collana Rozajanske pravice (favole della val Resia). La collana è realizzata dalla Editoriale Stampa Triestina (ZTT-EST) in collaborazione con il Museo della gente della Val Resia, il Centro di ricerca scientifica dell’Accademia slovena delle scienze e delle arti di Lubiana – Istituto di etnologia slovena e l’Università di Udine – Dipartimento di Lingue e letterature comunicazione, formazione e società.

Video

 

Sandro Quaglia

 

Brevi note biografiche

Sono nato a Udine nel 1977 e vivo con mia moglie Erica ed i nostri figli Simone, Nicola e Arianna a Resia dove si parla il resiano, dialetto della lingua slovena. Dal 1996 collaboro regolarmente con la Sede Regionale della RAI per il FVG e specificatamente con la Struttura di programmazione in lingua slovena predisponendo, al microfono, una serie di testi sulla vita, la storia, la cultura e le tradizioni della comunità autoctona della Val Resia. Dal 1997 al 2001 sono stato incaricato dal Comune di Resia per l’Insegnamento della lingua, cultura e tradizioni locali nella Scuola Media inferiore di Resia. Dal 1998 al 2007 ho collaborato con il Parco Naturale delle Prealpi Giulie, con sede a Resia, come addetto al servizio di attività promozionale. Nel 2005 ho curato su incarico del Centro Regionale di Catalogazione e Restauro la compilazione delle schede di catalogo BDM (benidemoetnoantropologici) per il materiale etnografico del museo dell’arrotino di Resia. Dal 2006 al 2010 sono stato incaricato dal Comune di Resia della gestione dell’Archivio Storico Comunale. Nel 2007 ho co-fondato la società “L’Eco delle Giulie snc” di cui ne sono stato amministratore fino al 2010 inoltre, dallo stesso anno, collaboro alla redazione del quindicinale cattolico della minoranza slovena della provincia di Udine “Dom” curando lo spazio dedicato alla Val Resia. Dal 2010 mi occupo, con l’incarico di conservatore, del Museo della gente della Val Resia e, dallo stesso anno, sono componente del direttivo regionale e provinciale della Confederazione delle Organizzazioni Slovene/Svet Slovenskih Organizaciji una delle due organizzazioni di riferimento della minoranza slovena in Italia. Dal 2015 sono presidente del Circolo Culturale Resiano “Rozajanski Dum” e dal 2016 membro del consiglio direttivo dell’Istituto per la cultura slovena/Inštitut za slovensko kulturo di San Pietro al Natisone.

In qualità di conservatore museale mi dedico della cura, della sicurezza, della gestione e della valorizzazione delle collezioni affidatemi.  Mi occupo della struttura museale con particolare attenzione all’etnografia, all’archeologia e alla storia della comunità in cui vivo ed opero. Raccolgo, ordino, conservo ed espongo opere o oggetti di interesse storico, artistico, scientifico ed etnico. Predispongo inoltre programmi per la divulgazione e la valorizzazione del patrimonio conservato nel museo tramite l’allestimento di mostre con la predisposizione dei relativi cataloghi, l’organizzazione degli eventi, delle iniziative promozionali, dei percorsi educativi e guidati e più in generale curo le pubblicazioni editoriali riguardanti perlopiù la storia della Val Resia. In questo contesto e per i miei lavori particolare interesse ed attenzione pongo al patrimonio di narrativa orale della tradizione resiana.

Da bambino ho avuto la possibilità di stare a contatto con molti anziani del mio paese natale, in particolare con una mia nonna ed una mia zia, che, come era consuetudine in questo nostro contesto, mi hanno raccontato ciò che a loro volta avevano appreso dalle persone più anziane. Per la nostra comunità, per secoli, la trasmissione del sapere si è tramandata in questo modo.

In particolare mi hanno sempre affascinano le leggende che oggi utilizzo come fonte complementare, assieme a quelle scritte, per le mie ricerche storiche ed antropologiche sulla Val Resia e sui suoi abitanti.

Oltre a tramandare questa ricchezza ai miei figli, negli ultimi anni, contribuisco alla trasmissione di queste leggende ed in generale dei racconti anche alle giovani generazioni attraverso trasmissioni radiofoniche, durante i laboratori didattici e le visite proposte dal Museo del quale mi occupo e in occasione degli eventi o dei video realizzati per la valorizzazione di questo aspetto della cultura immateriale della mia vallata.

Video

 

Associazione Culturale Museo Della Gente Della Val Resia

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